Il nuovo Rapporto Rifiuti Speciali ISPRA – Edizione 2026, contenente i dati relativi all’anno 2024, conferma ancora una volta l’elevata efficienza della filiera italiana dei veicoli fuori uso e il ruolo fondamentale svolto dai centri di autodemolizione autorizzati nel conseguimento degli obiettivi di economia circolare.
Secondo i dati pubblicati da ISPRA, nel 2024 il tasso di reimpiego e riciclaggio dei veicoli fuori uso ha raggiunto l’86,7% del peso medio per veicolo, superando il target dell’85% previsto dall’art. 7 della Direttiva 2000/53/CE e confermando il costante miglioramento delle performance nazionali.
Un risultato particolarmente significativo che assume ancora maggiore valore se confrontato con le analisi tecniche presentate da ADA nel corso dell’ADA Event di Bologna (Scarica qui la presentazione).
In quella occasione sono stati illustrati i risultati, prima, dell’attività del Gruppo di Lavoro per il Regolamento coordinato dalla Consigliera Volpato e, poi, dell’attività dei Gruppi di Lavoro ADA per la crescita aziendale coordinato dal Consigliere Alberto Giorgi. In particolare, per il calcolo dell’obiettivo, è stato presentato lo studio elaborato dall’Ing. Luca Pomili, oggi Vicepresidente di ADA, sulla base dei dati contenuti nelle dichiarazioni MUD, dal quale emergeva come la filiera italiana fosse già in grado di fatto di raggiungere un livello di circa l’87% di reimpiego e riciclaggio indicando dati che sono appunto coincidenti con quelli divulgati da ISPRA.
Il dato ufficiale oggi pubblicato da ISPRA (86,7%) conferma in modo pressoché puntuale la correttezza delle elaborazioni effettuate da ADA e dimostra come l’analisi dei dati MUD possa rappresentare uno strumento estremamente affidabile per monitorare le reali prestazioni del sistema nazionale di gestione dei veicoli fuori uso.
Si tratta di una conferma importante non solo sotto il profilo tecnico, ma anche sotto quello istituzionale. In una fase in cui il settore è chiamato ad affrontare l’attuazione del nuovo Regolamento europeo sui veicoli fuori uso, poter disporre di analisi indipendenti, fondate su dati oggettivi e successivamente confermate dalle statistiche ufficiali, rafforza il contributo che l’Associazione può offrire al confronto con le istituzioni nazionali ed europee.
L’analisi delle informazioni riguardanti il trattamento dei veicoli fuori uso evidenzia – inoltre – che, tra il 2023 e il 2024, il numero degli impianti di autodemolizione operativi passa da 1.418 a 1.409, dei quali 592 sono situati al Nord (42% del totale), 229 al Centro (16%) e 588 al Sud.
In totale, negli impianti censiti sono state trattate circa 1,2 milioni tonnellate di veicoli, quasi 200 mila tonnellate in più rispetto al 2023 (+19,9%).
La ripartizione per macroarea geografica evidenzia, rispetto al 2023, un aumento al Nord del 24,8%, al Centro del 25,7% e al Sud del 12,6%.
Il Nord rimane l’area geografica in cui vengono gestite le quantità più significative di veicoli fuori uso, oltre 505 mila tonnellate, mentre oltre 210 mila tonnellate sono trattate al Centro e circa 450 mila al Sud.
Gli impianti di rottamazione, che non effettuano operazioni di messa in sicurezza, ma solo di trattamento (demolizione e smontaggio) per la promozione del riciclaggio, rappresentano una fase intermedia del ciclo di gestione dei veicoli fuori uso. Nel 2024, tali impianti sono 96 ed hanno trattato oltre 40 mila tonnellate di veicoli bonificati o componenti di veicoli e messo in giacenza circa 8 mila tonnellate.
Gli impianti di frantumazione, che rappresentano l’ultimo anello della filiera di gestione del veicolo fuori uso, non sono diffusi in maniera capillare sul territorio, ma appaiono concentrati in alcuni contesti territoriali in vicinanza degli impianti industriali di recupero del rottame ferroso e nelle zone in cui il tessuto industriale è più strutturato. Quasi la totalità del materiale recuperato in questi impianti è, infatti, costituito da rottame metallico da destinare alle acciaierie. Nel 2024 sono risultati operativi sul territorio nazionale 28 impianti, di cui 15 al Nord, 5 al Centro e 8 al Sud.
Il fluff prodotto dagli impianti di frantumazione viene avviato quasi totalmente a smaltimento (oltre 154 mila tonnellate). La difficoltà di individuare valide destinazioni di utilizzazione di questi rifiuti costituisce uno tra i maggiori problemi dell’intera filiera. Va rilevato che una corretta decontaminazione degli autoveicoli, visto l’elevato potere calorifico che caratterizza il fluff, costituito essenzialmente da materiali organici, ne consentirebbe un efficace recupero energetico. Infine, dall’analisi dell’andamento delle percentuali di reimpiego, riciclaggio e recupero, a partire dal 2006, anno in cui ISPRA ha effettuato il primo monitoraggio, emerge che, dopo l’iniziale miglioramento dovuto forse ad una risposta positiva dell’intera filiera alla nuova legislazione e ai target europei, nonché ad una fase di adattamento rispetto al metodo di dichiarazione delle informazioni, negli anni successivi si è assistito ad una maggiore stabilità. Dal 2019 si è assistito ad una progressiva crescita delle percentuali di recupero per effetto del contributo dato dal riciclaggio, i cui tassi si sono assestati al di sopra dell’obiettivo dell’85% a partire dal 2022.


